SCRIVERE TWILIGHT. Consigli e segreti per scrivere un urban fantasy. Laboratorio di scrittura creativa

Associazione culturale BOTTEGA ERRANTE

presenta

SCRIVERE TWILIGHT

Consigli e segreti per scrivere un urban fantasy
Laboratorio di scrittura creativa

29-30 GIUGNO e 1 LUGLIO
Parco di San Floriano
POLCENIGO (PN)


il laboratorio

Cosa hanno in comune Twilight, Red, Fallen e la stragrande maggioranza dei libri Young Adult e non che mietono successi in libreria? Come si possono creare personaggi come Edward, Bella, Scarlett, Gwendolyn? Qual è il segreto per scrivere un urban fantasy?

Nel corso “Scrivere Twilight” cercheremo di capirlo, imparando a maneggiare la verosimiglianza, i flash back, a dosare la suspense, a costruire personaggi credibili e funzionali, a dare ritmo alla trama… Rileggeremo insieme i libri che hanno fatto il successo di questo genere (la saga di Twilight, quella di Shadowhunters, la trilogia di Red, Blue e Green ecc.) analizzeremo generi affini o a volte complementari come il distopico, il fantasy tradizionale, il gotico, ecc.

Sfrutteremo la location, lo stupendo parco di San Floriano, in provincia di Pordenone, con lezioni didattiche nel bosco e passeggiate notturne, cercando suggestioni e atmosfere da raccontare.

Scriveremo on the road, giocheremo con le parole, butteremo giù idee.

Infine incontreremo Barbara Baraldi, autrice della saga urban fantasy Scarlett (Mondadori) e di diversi gialli e noir pluripremiati, che ci mostrerà il backstage di uno scrittore.

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Il rifugio degli scrittori a cura di Mauro Daltin e Claudio Moretti

COMUNICATO STAMPA

IL RIFUGIO DEGLI SCRITTORI
Un laboratorio di scrittura  e lettura in mezzo alle montagne

Due giorni tra le montagne a scrivere, leggere, confrontarsi e camminare. Una bottega di scrittura creativa, curata da Mauro Daltin, dove provare a raccontare un luogo e le storie che lo possono abitare. Un rifugio che per un week end, da venerdì 15 a domenica 17 giugno, si trasforma in un’officina dove si ritrovano persone unite dalla passione della letteratura e della scrittura. Il luogo, raggiungibile in macchina, è il rifugio di montagna Tita Piaz in località Passo Pura vicino ad Ampezzo, a 1400 metri.

La montagna e il camminare come due elementi narrativi fondamentali e legati alla natura e alla lentezza. Erri De Luca, Dino Buzzati, Mario Rigoni Stern, Wu Ming, Enrico Brizzi sono solo alcuni autori che vivono l’andare a piedi e l’ambiente della montagna come materie imprescindibili del loro scrivere.

Si scriverà e si discuterà sui testi in un confronto continuo tra i partecipanti in modo da mettere in circolo idee, suggestioni e pratiche. Si leggeranno testi propri e testi di grandi scrittori. Ogni partecipante porterà storie sue o di altri autori che possono essere materiale utile per il laboratorio.

L’attore Claudio Moretti organizzerà le letture, darà alcuni suggerimenti e suggestioni per approcciarsi alla lettura di un testo. Si cammineranno i dintorni del rifugio per legare l’arte dell’andare piano a quella del raccontare. Le escursioni saranno brevi e di facile livello, quindi non è necessario essere allenati o esperti.

Il programma, le info e tutto il resto…. qui.

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Intervista alla Libreria Ubik di Gorizia

Intervista per conoscere meglio la storia, le attività e le curiosità di Laura e Gaspare Morgante, titolari della libreria Ubik di Gorizia che ospita molti laboratori della Bottega Errante, da scrittura a giornalismo, fino a lettura espressiva che si sta andando a concludere ora.

Intervista a cura di Mara Contardo

Voi siete diventati librai. Cosa facevate prima e qual è stata la molla vi ha spinti a cambiare?
Vivevamo a Milano da una ventina d’anni. Io (Laura) facevo la giornalista, ero caporedattore attualità nei periodici Rizzoli (prima il femminile “Anna”, poi “A”). Gaspare invece, sistemista, lavorava nel centro infomatico di un’azienda della grande distribuzione, l’Esselunga. Leggere era una passione per tutti e due. E il “pensa che bello lavorare tra i libri” era il sogno che cominciava a girarci in testa ogni volta che andavamo a farci una passeggiata in libreria (e ne uscivamo con qualche sacchetto pieno). Ma non era solo il desiderio di “lavorare tra i libri”. Di mezzo ci si è messa anche la voglia di “creare qualcosa di nostro”, in cui mettere le nostre idee, la nostra fantasia. Dopo tanti anni di lavoro “tranquillo” e senza rischi, volevamo metterci alla prova. E scommettere di realizzarlo davvero, quel sogno. Quando abbiamo trovato la formula giusta, abbiamo mollato gli impieghi fissi e ci siamo lanciati.

Perché avete scelto una libreria di catena e in che cosa, secondo voi, la Ubik è diversa dalle altre grandi librerie?
Non avevamo alcuna esperienza nella gestione di un’attività imprenditoriale e il franchising, in questi casi, può aiutare. Nel nostro caso, almeno, è stato così. Tra le varie opportunità nel campo delle librerie, il marchio Ubik, da pochi anni sul mercato, ci è piaciuto per il tipo di libreria proposto: di dimensioni medie o piccole (adatte alle città di provincia), ma di alta qualità, con un assortimento curato sia nella narrativa che nella saggistica, spazio anche ai piccoli editori e non solo ai bestseller. E un’attenzione costante al cliente (dai consigli di lettura alla prenotazione rapida dei libri).

Come fate a tenere desta l’attenzione dei clienti su di voi? So che avete ideato alcune proposte e concorsi. Ce ne parlate?
Abbiamo sempre pensato alla libreria non solo come a un posto dove si comprano libri, ma anche dove si condivide l’amore per la lettura. Le nostre iniziative cercano proprio di favorire questo spirito: per l’8 marzo, ad esempio, abbiamo proposto ai lettori di segnalarci i più bei personaggi femminili incontrati nei romanzi letti. Hanno risposto in tanti, e i consigli di lettura hanno cominciato a circolare, come può succedere tra un gruppo di amici… I clienti, poi, si parlano anche sulla nostra pagina Facebook, e lì succede la stessa cosa: passioni condivise, idee in circolo…

Ospitate ogni settimana almeno due presentazioni di libri. Quali sono le difficoltà e quali i riscontri?
Quello delle presentazioni è un meccanismo a cui abbiamo dato una spinta iniziale e che ora corre anche grazie alla collaborazione di associazioni, editori, clienti che portano proposte. E questa è la cosa più bella: essere diventati una “casa” capace di accogliere le idee e le iniziative di tante persone diverse. L’organizzazione prende tempo, è vero, e i risultati variano moltissimo (ci è capitato di avere la libreria traboccante di pubblico come di contare tre o quattro spettatori…), ma ne vale la pena.

Avete ospitato nella vostra libreria laboratori di scrittura creativa e giornalismo. A fine marzo è partito quello di lettura espressiva. Credete che con queste attività la vostra libreria possa anche diventare un punto di riferimento per molte persone che altrimenti non entrerebbero alla Ubik?
L’idea dei laboratori ci ha entusiasmati subito perché era coerente con il nostro progetto di libreria-luogo di incontro e cultura. E i primi a rispondere all’iniziativa sono stati proprio i clienti che già ci conoscevano bene. Ma il giro poi si è allargato, e pensiamo che possa allargarsi ancora, con nuovi corsi in ambiti diversi. E poi diciamolo: l’altra sera è stato divertente vedere i passanti con il naso incollato alle vetrine, che si domandavano cosa facessero quei matti del corso di lettura, che declamavano a pieni polmoni là dentro la Ubik ormai chiusa…

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Il rifugio degli scrittori. Laboratorio di scrittura creativa in mezzo alle montagne

Associazione culturale BOTTEGA ERRANTE
Rifugio Tita Piaz

presentano

IL RIFUGIO DEGLI SCRITTORI
laboratorio di scrittura creativa in mezzo alle montagne

15-16-17 GIUGNO
Rifugio Tita Piaz
Località al Passo Pura - m 1417
Ampezzo

 

il laboratorio
Due giorni tra le montagne a scrivere, leggere, confrontarsi e camminare. Una bottega di scrittura creativa, curata da Mauro Daltin, dove provare a raccontare un luogo e le storie che lo possono abitare. Un rifugio che per un week end si trasforma in un’officina di persone unite dalla passione della letteratura e della scrittura.
La montagna e il camminare come due elementi narrativi fondamentali e legati alla natura e alla lentezza. Erri De Luca, Dino Buzzati, Mario Rigoni Stern, Wu Ming, Enrico Brizzi sono solo alcuni autori che vivono l’andare a piedi e l’ambiente della montagna come materie imprescindibili del loro scrivere.
Si scriverà e si discuterà sui testi in un confronto continuo tra i partecipanti in modo da mettere in circolo idee, suggestioni e pratiche.
Si leggeranno testi propri e testi di grandi scrittori. Ogni partecipante porterà storie sue o di altri autori che possono essere materiale utile per il laboratorio.
L’attore Claudio Moretti organizzerà le letture, darà alcuni suggerimenti e suggestioni per approcciarsi alla lettura di un testo.
Si cammineranno i dintorni del rifugio per legare l’arte dell’andare piano a quella del raccontare. Le escursioni saranno brevi e di facile livello.

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Intervista a Azra Nuhefendić

In occasione del ventennale dal tragico inizio dell'assedio della città di Sarajevo intervistiamo la scrittrice e giornalista bosniaca Azra Nuhefendić, voce di quegli avvenimenti e autrice dell'ultimo libro "Le stelle che stanno giù", raccolta di racconti balcanici.

Azra è stata anche ospite del laboratorio di scrittura creativa di viaggio a Trieste portando la sua testimonianza di reporter e scrittrice.

Intervista a cura di Mara Contardo.


Il tuo ultimo libro, la raccolta di racconti "Le stelle che stanno giù" prende il titolo da  tua sorella che da bambina, attraverso le finestre della casa dei nonni, s'incantava a guardare le luci di Sarajevo: sembravano stelle cadute dal cielo. Come sono oggi le luci di Sarajevo e cosa pensi del futuro della tua città?

Si, il titolo ricorda di come una  bambina, guardando dalla collina, vedeva le luci di Sarajevo. Ma dopo la guerra questa espressione è diventata una grande metafora: durante la guerra 1992-1995, 12.000 cittadini di Sarajevo sono stati uccisi, di questi, 1600 erano bambini. Un tempo le coline intorno a Sarajevo erano coperte di prati o alberi, oggi invece di cimiteri. Una intera generazione di ventenni è stata uccisa in guerra. Oggi le nostre stelle, cioè  i nostri cari  uccisi, stanno giù, sotto terra. Sarajevo è una città molto traumatizzata. Spero che superi anche questa crisi attuale, che è molto dura.

So che ti occupi di un gruppo di vedove del genocidio di Srebrenica. A che punto è il tuo progetto, in cosa consiste e come possiamo aiutare?
Le vedove sono le donne rimaste sole, senza uomini, dopo il genocidio compiuto nella città bosniaca di Srebrenica, quando nel 1995 furono uccisi dai serbi 8106 maschi bosniaci. Ho scoperto per caso l’esistenza di un piccolo gruppo: non sono tutte 30 mila insieme (ndr: il numero di 30.000 si riferisce alle donne, non solo vedove, che hanno perso oltre ai mariti, padri, fratelli, parenti) . Ero talmente colpita dal loro destino, dallo stato di  abbandono e di solitudine in cui versavano, che ho deciso di fare qualcosa. Ci  torno ogni volta che posso. Cerco di coinvolgere amici, colleghi, conoscenti, perche da sola non posso fare molto. Negli anni passati siamo riusciti ad aiutarle tanto: portavamo medicinali, cibo, libri scolastici, vestiti e dei soldi. Il minimo necessario, ad esempio, per comperare semi per i piccoli orti  dei quali vivono. E’ un aiuto paragonabile al dar da mangiare: uno non può fermarsi dopo aver offerto un pasto. Tornerò dalle vedove quando potrò, ed inviterò gli altri ad aiutarci.

Come mai sei capitata e Trieste, come ti trovi qui e vorresti tornare vivere in Bosnia?
A Trieste ci sono finita per puro caso. Era qui mia sorella piccola, fuggita dalla guerra. Sono arrivata con l’idea di starci due - tre giorni, una settimana. E da allora sono già passati 16 anni. All’inizio non mi piaceva l’idea di fermarmi qui ma ora vedo Trieste diversa. La apprezzo per la sua posizione geografica, che permette di raggiungere molte destinazioni in poco tempo. E’ una città a misura d’uomo, tranquilla, sul mare. Mi piace. Non so se ci resterò fino alla fine della mia vita.  Ho provato a tornare in Bosnia ma se qui la situazione è difficile, se qui si  sente la crisi, là è cento volte peggio. E’il paese più povero in Europa, è al primo posto per la corruzione, ha un tasso di disoccupazione del 60%. Però, non si sa mai. Non ho mai progettato di vivere a Trieste, ed eccome ancora qui.

La tua esperienza di giornalista nella tv di stato dell´ex Jugoslavia ti ha messo di fronte a tanti personaggi della Storia. Chi ti è rimasto più impresso?
Penso alla volta che ho incontrato il presidente indiano Rajiv Gandhi, il figlio di Indira Gandhi. Poco dopo avermi rilasciato l’intervista, nel 1989,  Rajiv fu assassinato. Era un uomo affascinante, intelligente e di un gentilezza mai vista né prima né dopo.

Per la Bottega Errante sei stata ospite di un laboratorio di scrittura creativa di viaggio, dove hai raccontato la tua esperienza e hai dato consigli tecnici e stilistici. Come giudichi questa esperienza?
E’ stata una bellissima esperienza per me. Non mi aspettavo di trovare tra i partecipanti delle persone cosi interessanti, motivate, con background così diversi. Io gli parlavo di quello che sapevo, che ho imparato come giornalista, e imparavo anche io da loro. Se uno è aperto mentalmente, questo tipo di esperienza ha sempre due sensi: è istruttiva per chi insegna, e anche per chi ha voglia di imparare.

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Viaggia con parole tue. Laboratori linguistici e culturali per viaggiatori

VIAGGIA CON PAROLE TUE
laboratori linguistici e culturali per viaggiatori

CINESE, SERBO-CROATO, INGLESE sono le prime tre proposte del nuovo laboratorio VIAGGIA CON PAROLE TUE targato Associazione Bottega Errante e CTS (Centro Turistico Studentesco) che si sono uniti per ideare e organizzare una serie di brevi laboratori di lingua e cultura di vari paesi.

Non veri e propri corsi di lingua, ma brevi percorsi dove la lingua sia il punto di partenza per poi andare a curiosare e conoscere un paese. Elemento comune? Il viaggio e tutto quello che un viaggiatore incontra durante il suo andare. Informazioni pratiche, come togliersi d’impaccio in diverse situazioni, come gestire una conversazione di base, le differenze linguistiche in base alle zone, ma anche i piatti tradizionali, alcuni cenni sulla storia e la società…

Tre luoghi diversi all’interno della città di Udine ospiteranno fra fine aprile e metà maggio i tre laboratori. Il cinese, in collaborazione con il Cec (Centro Espressioni Cinematografiche) sarà proposto all’interno del Far East Film Festival al Cinema Visionario; l’inglese si svolgerà nella sede del CTS; il serbo-croato e i balcani saranno i protagonisti presso la Libreria Editrice Internazionale Odòs.

Tre docenti qualificate con l’aiuto di video, dispense, esempi pratici, fotografie ci condurranno all’interno di questi tre mondi unendo finalità pratiche a un racconto culturale  rispondendo alle domande e curiosità di chi ha l’idea di partire o chi semplicemente vuole avere i primissimi strumenti per avvicinarsi a un mondo diverso dal nostro.


CTS (Centro Turistico Studentesco)
Via Gen. Antonio Baldissera
11 – Udine
tel. 0432.511205; fax 0432.306201; mail udine@cts.it
Orari: lunedì: 15/19; martedì – venerdì: 9.30/12.30-15/19; sabato: 9.30/12.30


Associazione culturale BOTTEGA ERRANTE
via Villalta 41 – Udine
tel. 3402445710; www.bottegaerrante.it; info@bottegaerrante.it

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INGLESE NEL MONDO nella sede del CTS


Associazione culturale BOTTEGA ERRANTE

CTS
(Centro Turistico Studentesco)

Presentano

VIAGGIA CON PAROLE TUE
laboratorio linguistico e culturale per viaggiatori


Inglese nel mondo

dal 2 al 16 maggio
SEDE CTS
(via Gen. Antonio Baldissera 11)
UDINE

il laboratorio
L’inglese per i viaggiatori. Parole, espressioni, modi di dire, licenze e frasi utili. L’obiettivo del laboratorio è l’approfondimento della comunicazione in lingua inglese nei diversi paesi del mondo. Il tema è il viaggio.

Un soggiorno in Gran Bretagna, piuttosto che negli Stati Uniti, o in Irlanda, può celare significative differenze linguistiche e lessicali, oltre che culturali. Perché a Londra leggo lift e a New York elevator? Queue e line hanno lo stesso significato? British English o slang? E’ vero che “notte” si scrive night in British English e nite in American English? È più corretto be going to o gonna? Dico center o centre? Sono solo alcune delle domande che ci potrebbero sorgere durante un viaggio negli Stati Uniti, piuttosto che in Gran Bretagna o in Australia.
Nello specifico, il laboratorio di lingua inglese intende affrontare le diverse fasi del viaggio con l’obiettivo di far emergere le piccole difficoltà pratiche che possono sorgere lungo il percorso, dall’aeroporto, all’hotel, al ristorante e nel tempo libero, e aiutarvi a risolverle o a prevenirle.
Quando devo fare il check-in all’aeroporto riesco a comprendere cosa mi sta chiedendo l’assistente della British Airways o della American Airlines? Alla reception dell’hotel mi chiedono la carta di credito as guarantee… È corretto se ho già saldato l’intero importo prima di partire? Al ristorante che cosa ordino? Sempre fish & chips, hamburger e cup cakes per paura di osare? E a colazione? Eggs & bacon, pancakes, scottish o irishbreakfast? Qual è la differenza?
L’obiettivo è quindi sia quello di porre nella condizione di uscire dalle tipiche situazioni di impiccio che si possono creare durante un viaggio nei paesi anglofoni, sia quello di arricchire il loro lessico dotandolo di nuove espressioni e vocaboli funzionali. I partecipanti potranno essere così più sicuri e a loro agio in tipiche situazioni lungo il proprio percorso, con una rafforzata capacità di sostenere delle brevi conversazioni.
Per il laboratorio è richiesta una conoscenza “scolastica” della lingua inglese.
Per ogni tematica verrà consegnata una dispensa con gli argomenti trattati.

Dove: Sede del CTS (Via Gen. Antonio Baldissera 11)
Quando
: 2-7-9-14-16 maggio. Ore 20-22.
Durata
: 10 ore
A cura di
: Loredana Di Marco

Tutte le info, il programma, le modalità di iscrizioni le potete leggere qui.

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SERBO-CROATO E BALCANI in collaborazione con Libreria Odòs


Associazione culturale BOTTEGA ERRANTE

CTS
(Centro Turistico Studentesco)

Libreria Editrice Internazionale
Odòs

Presentano

VIAGGIA CON PAROLE TUE
laboratorio linguistico e culturale per viaggiatori


Serbo-croato e Balcani

dal 3 al 17 maggio
LIBRERIA EDITRICE INTERNAZIONALE ODÒS
UDINE

il laboratorio
Questo laboratorio è un percorso linguistico ma non solo. Mira ad aiutare un viaggiatore nell’arte dell’arrangiarsi in terra balcanica immergendosi autonomamente nel suo viaggio verso est.
Parallelamente dipinge un quadro territoriale che va dalla Croazia al Montenegro, passando per Bosnia Erzegovina e Serbia. Verranno riportate curiosità e peculiarità dei luoghi attraverso immagini, testimonianze, registrazioni.
Ogni lezione è accompagnata da una dispensa che parte dalla fonetica arrivando ai cenni sul cirillico. I contenuti lessicali comprendono tutte le tematiche attinenti al viaggio: saluti, presentazioni, informazioni turistiche, indicazioni stradali, frasi utili ecc… con vari flash sulle particolarità indispensabili nel sapere di chi attraversa questi territori.
L’obiettivo è soprattutto quello di avvicinare alle radici balcaniche attraverso uno sguardo sulla lingua che ne è parte integrante.

Dove: Libreria Editrice Internazionale Odòs (vicolo della Banca 6)
Quando
: 3-8-10-15-17 maggio. Ore 18.30-20.30
Durata
: 10 ore
A cura di:
Federica Moro

Tutte le info, il programma, le modalità di iscrizioni le potete leggere qui.

 

 

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CINESE in collaborazione con il Far East Film Festival


Associazione culturale BOTTEGA ERRANTE

CTS
(Centro Turistico Studentesco)

CEC – FAR EAST FILM
FESTIVAL

Presentano

VIAGGIA CON PAROLE TUE
laboratorio linguistico e culturale per viaggiatori


Cinese

dal 26 al 28 aprile
CINEMA VISIONARIO
(Via Asquini)
UDINE

il laboratorio
Quando noi occidentali pensiamo alla Cina, ci vengono in mente gli involtini primavera e la merce contraffatta. I telegiornali ci parlano di una grandissima nazione che attraversa una fase di sviluppo inarrestabile, ma in cui il concetto di libertà è ancora molto diverso dal nostro.
Questo laboratorio linguistico per viaggiatori offrirà  un ulteriore punto di vista. Infatti grazie allo studio della lingua cinese e della sua peculiare forma di scrittura, fortemente connesse con lo sviluppo del suo popolo, comprenderete, al contempo, alcuni tratti della civiltà cinese che scardineranno la gran parte dei luoghi comuni legati a questo Paese.
Anche se poche ore di cinese non potranno essere esaustive per raccontare una delle civiltà più longeve del mondo, alla fine di questo laboratorio avrete in mano gli elementi fondamentali per vivere i vostri giorni di vacanza in Cina non come semplici turisti, ma come viaggiatori che comprendono il luogo in cui sono arrivati e la sua gente, pronti ad accogliere nel proprio animo lo spirito di questo grande Paese e del suo popolo.

Dove: Cinema Visionario (via Asquini)
Quando
: 26 aprile (17-19.30); 27 aprile (17-19.30); 28 aprile (17-19.30)
Durata
: 7 ore e mezza
A cura di
: Margherita Stecca
Promozione: il primo iscritto accreditato al Far East Film Festival o in possesso della tessera Cec parteciperà gratuitamente al laboratorio.

Tutte le info, il programma, le modalità di iscrizioni le potete legger qui

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Davide Sapienza racconta la sua neve

Ospite della libreria “Quo Vadis” lo scrittore e traduttore di Jack London presenta il suo ultimo libro La musica della neve

Giovedì 15 marzo 2012
Ore 18.00
Libreria Quo Vadis
Via Brusafiera
Pordenone


L’EVENTO

In occasione del Laboratorio “La Grammatica dei luoghi” promosso dalla Associazione Bottega Errante arriva a Pordenone lo scrittore della natura Davide Sapienza (anche esperto di artico e traduttore di Jack London). Presenterà il libro “La musica della neve. Piccole variazioni sulla materia bianca” (ediciclo editore) raccontando delle sue esperienze estreme nel Grande Nord e di come la neve sia entrata nei suoi racconti e nella sua anima.

L’evento è in programma alle ore 18.00 alla Libreria Quo Vadis (Via Brusafiera). Dialogherà con lui Lorenza Stroppa.

IL LIBRO
Tutti sanno cosa è la neve ma quanti hanno pensato, con la materia grigia, alla materia bianca? Davide Sapienza, scrittore legato ai temi della natura, racconta un rapporto speciale: quello con la neve, con la sua danza, la sua musica, il suo messaggio, il suo mistero, il suo modo di essere inafferrabile e allo stesso tempo così presente. E lo fa con queste piccole variazioni letterarie che prendono spunto dal lungo tempo che ha trascorso e che trascorre sulla neve, con la neve, nella neve, mutando con lei. La musica della neve parte dalle esperienze nella neve e nei ghiacci dalle Alpi all’Artico, utilizza i luoghi delle sue traversate e i dialoghi con la materia bianca, la più importante produttrice di silenzio, per trovare il proprio luogo interiore. È un racconto di trasformazione e metamorfosi, nella quale l’uomo si riflette e si riscopre. Piccole variazioni, su una musica misteriosa e magnifica.

L’AUTORE
Davide Sapienza nato a Monza nel 1963, vive e lavora alle falde della Presolana, sopra il Lago d’Iseo. Scrittore, giornalista (La Stampa), fotografo e traduttore di Jack London e Barry Lopez, è esperto di esplorazione polare. Ha pubblicato I Diari di Rubha Hunish (Baldini Castoldi e Dalai 2004 e poi riedito da Galaad Edizioni nel 2011), La Valle di Ognidove (Cda Vivalda 2007), La strada era l’acqua (Galaad Edizioni 2010), L’invisibile canto del silenzio (EDUCatt 2010). Nel 2009 la Tv Svizzera Italiana ha realizzato La sapienza di Davide. Parole in cammino, documentario a lui dedicato. Sempre la Tv Svizzera ha di recente messo in onda La democrazia del camminare, di cui Sapienza è autore e protagonista, servizio dedicato alla difficile situazione de l’Aquila dopo il terremoto. Il suo sito è www.davidesapienza.net.

Per informazioni:
Ufficio Stampa Ediciclo cell. 347/4235780  ufficio.stampa@ediciclo.it – www.ediciclo.it

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