Ivo Andric

nasce in Bosnia nel 1892. Negli anni precedenti la prima guerra mondiale, aderisce al movimento irredentista serbo e per questo viene condannato al carcere e al confino. Negli anni seguenti intraprende la carriera diplomatica, soggiornando in diversi Paesi europei: la prima destinazione è Roma, presso il Vaticano, a cui seguono Bucarest e Trieste nel 1922. Successivamente si trasferisce a Graz, poi a Marsiglia, a Parigi, a Madrid, a Bruxelles, a Ginevra. Un percorso europeo che arricchisce la cultura cosmopolita di Andrić e gli permette di sviluppare, parallelamente alla sua carriera diplomatica, una prestigiosa carriera letteraria. Tra il 1939 e il 1941 è ambasciatore a Berlino, ma tornerà a Belgrado negli anni della guerra, vivendo ritirato e scrivendo come La cronaca di Travnik e La Signorina. Dopo il Nobel nel 1961, seguono anni di riconoscimenti pubblici ma anche di crescente solitudine per la perdita della moglie. Muore nel 1975. Dopo la sua morte, viene pubblicata l’opera omnia, è istituita la sua fondazione e aperto il museo nell’appartamento dove viveva. Il suo capolavoro assoluto è considerato Il ponte sulla Drina.